Timo
Scritto il 17 Settembre, 2010
TIMO ( Thymus vulgaris )
Il timo è una pianta originaria del mediterraneo. Il piccolo arbusto preferisce i suoli aridi e gli ambienti caldi e assolati. Seminatura a febbraio in terriccio leggero e sabbioso.
Nel momento in cui le piante sono abbastanza sviluppate, trapiantale in zone soleggiate e prive di ristagni idrici.
Le varietà orticole saranno riprodotte per talea o separazione dei cespi. Lo si puÚ coltivare sul balcone a patto che non sia esposto molto al sole nei mesi più torridi.
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Tagete
Scritto il 17 Settembre, 2010
TAGETE (Tagetes)
Il genere Tagetes raggruppa oltre 30 specie di piante erbacee, annuali e perenni. Tra le specie più usate Tagetes erecta, detta puzzola gialla per le foglie aromatiche, e Tagete padula, garofano d’India; entrambe hanno dato origine a un grande numero di ibridi: ci sono varietà nane, medie, giganti, a fiore semplice o doppio. Pianta in una posizione soleggiata. Poni a dimora le piante in piena terra a fine maggio, su un terriccio ben drenato, asciutto. Patisce l’eccesso di umidità. Irriga in caso di aridità durante
L’epoca della fioritura. Moltiplicazione per seme, da fine febbraio ad aprile.
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Sedano
Scritto il 16 Settembre, 2010
Sedano (Apium graveolens dulce )
Trapianta piccole piante a radice nuda in giornate coperte e in ogni caso verso sera avendo cura che il terreno rimanga sempre fresco. Impiega piantine abbastanza formate di 15 cm spuntandone le radici e le foglie. Le distanze di trapianto sono di 50 cm fra i filari e di 30 cm sulla fila. Distanze minori sono maggiormente consigliate per produzioni da costa bianca e per insalate.
Il periodo per il trapianto comincia dalla metà di marzo (per evitare eccessiva precocità che esporrebbe le piccole piante a ritorni di freddo e quindi alla prefioritura) e si protrae sino alla prima settimana di luglio.
Zappetta regolarmente nell’interfila allo scopo di rimuovere le erbe parassite e di rompere la crosta superficiale che si è formata per l’azione delle piogge battenti.
Le annaffiature dovranno essere regolari e leggere. Periodi anche brevi di aridità favoriscono il formarsi di coste fibrose e amare al gusto. Per l’imbiancatura, lega piante asciutte (per evitare il formarsi di rnarciumi interni) eseguendo una leggera rincalzatura per ridurre o bloccare la penetrazione della luce nei cespi. Le coste esterne sono usate per aromatizzare, mentre quelle interne per insalata.
IL CONTROLLO DELLE PRINCIPALI AVVERSITÀ Rhizoctonia, sclerotinia e batteriosi: rotazione delle colture (aspetta 3-4 anni prima di coltivare il sedano nel medesimo terreno); rispetta le distanze di trapianto; organizza un ottimo sgrondo delle acque piovane. Septoria: rotazione delle colture (almeno tre anni); rispetta le distanze di trapianto; non bagnare le foglie con l’innaffiatoio; imbianchisci solo piante asciutte. Tutte le varietà consigliate presentano una buona tolleranza alla septoriosi.
RACCOLTA Raggiunte le dimensioni tipiche della varietà le piante, iniziando dai primi caldi estivi, possono essere asportate con l’uso di vangature leggere.
PRODUZIONE Per ogni 10 mq di coltivazione si ottengono 20-40 kg di sedano.
VARIETÀ IN BUSTA Sedano da coste verdi: di Elne, Early Spring, Octavius, Tango, Utah.
Sedano da coste rosse: Rosso di Torino.
Sedano bianco: Sigfrido, Golden Bo).
Sedano rapa: Cisko, di Verona, Ilona, Monarch, Rowena.
Si tende a consumare i gambi, ma la maggior parte dei sali minerali (ferro, calcio, manganese, potassio) e delle vitamine (soprattutto le A, B e C), sono contenuti nelle foglie verdi.
Nel congelatore si conserva dopo essere stato mondato a pezzi, sbollentato e raffreddato. Scongelalo per l’uso.
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Santoreggia
Scritto il 15 Settembre, 2010
SANTOREGGIA (Satureja hortensis )
La santoreggia Gradisce i terreni soleggiati delle regioni mediterranee. E’ una erbacea annuale.
I fiori appaiono da giugno a settembre.
Seminatura direttamente in terra a primavera o autunno. Dirada se le piante rimangono eccessivamente fitte. Prendi le foglie, da utilizzare fresche o essiccate, sono intensamente aromatiche, vengono utilizzate per condire piatti di carne e pesce.
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Salvia
Scritto il 15 Settembre, 2010
SALVIA. (Salvia officinalis )
Tante sono le varietà coltivate, talune molto decorative, come la Purpurascens dalle foglie color rosso-grigio-porpora, e la Interina dalle foglie marginate di giallo.
Di solito la riproduzione avviene per talea. Pianta aromatica dalle foglie molto profumate, se piantata in terra riesce a crescere in grandi cespugli.
In inverno perde le foglie ciononostante sopravvive alle basse temperature per sfavillare a primavera.
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Rosmarino
Scritto il 14 Settembre, 2010
Rosmarino (Rosmarinus officinalis)
Semplice è la riproduzione per talea, da prendere dopo la fioritura, o per propaggine. Poni le piantine in zone assolate, in terra acido e ben drenato. Nei terreni calcarei la pianta Ë piuttosto piccola, ma ancora pi˘ odorosa. Viene su bene in vaso. Proteggi le piante dai freddi invernali.
Raccogli le foglie e le sommità fiorite recidendo la porzione apicale dei rametti. Per conservarlo prendi i rametti prima della fioritura. Lascia seccare in luogo ombreggiato e ventilato. Per restituire l’aroma alle foglie essiccate, sminuzzale un poco prima dell’uso.
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Rabarbaro
Scritto il 13 Settembre, 2010
RABARBARO (Rheum officinalis)
Il rizoma dal particolare sapore piacevolmente amaro, ha proprietà aromatiche e medicinali: stimola l’appetito e la digestione e, a dosi forti, esercita una funzione purgativa.
Il metodo di riproduzione più diffuso consiste nella scissione dei cespi che si effettua in primavera o in autunno.
Teme l’ aridità. Il periodo in cui gli steli sono maturi, hanno cioè conseguito il massimo accrescimento, Ë alla fine dell’estate.
Le radici, ridotte in pezzi, si lasciano seccare. Gli steli si candiscono o si cucinano per realizzare composte e marmellate.
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Prezzemolo
Scritto il 12 Settembre, 2010
PREZZEMOLO (roselinum Hortense )
I Greci mettevano sulla testa ciuffetti di prezzemolo laddove partecipavano ai banchetti, perchÈ portava allegria e stimolava l’appetito. I Romani invece lo seminavano vicino alle tombe.
Il prezzemolo può essere adoperato per aromatizzare salse e ripieni, pietanze cotte o crude. Componente essenziale del mazzolino di odori per aromatizzare brodi di preparazione e minestroni. Si coltiva bene in vaso o in giardino, ha necessit‡ di terra fertile e ben drenato, di irrigazione giornaliera.
Una volta tagliato, getta continuamente. Si semina in marzo per la produzione estiva e a luglio per quella invernale. La germinazione si manifesta gradualmente (finanche 5 settimane). Nel momento in cui le plantule sono grandi sufficientemente da poter essere prese in mano, si fa uno sfoltimento al fine di lasciare 5-6 centimetri tra una pianta e l’altra.
Per avere un buon raccolto anche durante l’inverno, il vaso che contiene le piante dovrebbe essere coperto da un velo di plastica trasparente e lasciato in area protetta oppure accanto alla finestra.
Recidi tutti gli steli che fioriscono diversamente la pianta non produrrà nuovi getti. PuÚ essere essiccato, congelato o mantenuto sotto sale.
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Il Pomodoro
Scritto il 11 Settembre, 2010
POMODORO (olanum lycopersicum o Lycopersicon esculentum)
I pomodori sono ricchi particolarmente di vitamine (A e C in particolare) e contengono apprezzabili quantità di potassio, fosforo e calcio. Il licopene che contribuisce a donare il tono rosso alle bacche, è un forte antiossidante.
Svegliano l’appetito, facilitano la digestione e l’eliminazione dell’acido urico.
Quelli di piccola dimensione si possono congelare freschi.
Diversamente si può congelare il passato o il succo. Una volta scongelati, i pomodori vanno cucinati.
Si può mettere nei vasetti la salsa, la conserva ed il succo, come è nella tradizione italiana.
VARIETÀ Da mensa Classiche Caramba, Carmelo, Carson, Fandango, Giulia, Montecarlo, San Pietro. A frutti maturi Alambra, Brio, Durinta, Italico, Luana, Monika, Rita, Murano. Ciliegino: Carminio, Cherelino, Naomi. Da trasformazione Earlymech, Earlypeel, Roma, San Marzano.
Trapianta piccole piante con 4-6 foglie vere (verso fine aprile-primi di maggio). Traccia i filari ad una distanza di circa 70-100 cm e scava una piccola buca ogni 35-40 cm nella fila.
Con il sopraggiungere della stagione estiva annaffia frequentemente, per evitare la spaccatura e/o la crepa dei frutti.
La cimatura si esegue con la pianta a 5-6 palchi fiorali e consiste nell’ eliminazione del germoglio apicale in modo da irrobustire i germogli laterali. La sfemminellatura consiste nella rimozione dei germogli che si sviluppano all’ascella delle foglie (laddove mostrano una lunghezza inferiore ai 10 cm); ha lo scopo di non disperdere le fonti nutrizionali della pianta in vegetazione inutile e farlo crescere su un unico stelo.
La sfogliatura prevede l’eliminazione della vegetazione oramai senescente che si trova alla base delle piante; permette di migliorare la colorazione delle bacche e l’arieggiamento delle piante, riducendo così i rischi di marciumi.
AVVERSITÀ Peronospora, septoria: rispetta le distanze di trapianto; contieni le fertilizzazioni; non bagnare le foglie durante le irrigazioni; soltanto se richiesto, effettua trattamenti con ossicloruro di rame sino a venti giorni dal raccolto.
Afidi: solamente se in presenza di elevati attacchi agisci utilizzando prodotti a base di piretrine naturali. Virosi: per prevenirle, pianta varietà resistenti. Nematodi: esegui ampie rotazioni (3-4 anni) prima di coltivare di nuovo pomodoro sulla stesso terreno.
Caramba, Carmelo, Carminio, Carson, Fandango e Murano, sono varietà resistenti alle virosi ed ai nematodi.
RACCOGLI i pomodori maturati totalmente sulla pianta.
La raccolta comincia con la prima decade di luglio e prosegue per circa 60-80 giorni. Stacca i pomodori con delicatezza onde evitare di rovinare i frutti vicini, ma non ancora pronti, o persino la stessa pianta. Mediamente, da 10 mq di appezzamento si possono avere più o meno 40-50 kg di pomodori.
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Papilionacee
Scritto il 10 Settembre, 2010
Fave, piselli, lenticchie, ceci, cicerchie, piante importate dall’oriente hanno rappresentato per l’uomo l’alimentazione base sino al XVII secolo, quando vennero sostituite nel ruolo di piatto di tutti i giorni dalla diffusione del granturco, dei fagioli e delle patate provenienti dal nuovo mondo. La fava, legata alla festa dei morti, le cui anime si credeva trasmigrassero nei baccelli, diede il patronimico alla gens Fabia, alla quale appartennero l’avversario di Annibale ed il grande oratore Quintiliano.
La grande famiglia Calpurnia dei Pisoni, che congiurarono contro Nerone, derivarono il loro cognome da Pisum, la pianta dei piselli, mentre le lenticchie offrirono il patronimico alla gens Cornelia dei Lentulo.
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Lupino
Scritto il 10 Settembre, 2010
Tipologia di fagioli che conservano tenero l’intero frutto, cioè il legume o baccello che racchiude i fagioli.
La seminatura diretta in terreno comincia nella terza decade di aprile. Appronta il terreno tracciando filari distanti tra loro 80-110 centimetri; poni un seme ogni 5 cm nella fila per le varietà nane ed ogni 15 per le rampicanti. Le irrigazioni dovranno essere modeste ed indispensabili, solamente in assenza di piogge. Periodiche estirpature tolgono le erbe parassite contribuendo a prevenire l’attacco di pidocchi e la propagazione di virosi.
Il controllo delle più importanti avversità avviene tramite la rotazione delle colture (aspetta 2-3 anni prima di coltivarli nel medesimo campo); asportazione a mano di eventuali grillitalpa, nottue e maggiolini trovati durante le lavorazioni. Contro gli elateridi si impiegano pezzi di tubero come esche. Muffa grigia e antracnosi: organizza un ottimo drenaggio delle aiuole. La raccolta comincia a circa due terzi della maturazione completa, evidenziabile con la formazione del filo interno al baccello, fattore di intenso decadimento qualitativo della produzione. Si può controllare l’avanzamento della maturazione spezzando regolarmente qualche baccello.
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Fava cece lenticchia e lupino
Scritto il 9 Settembre, 2010
Fava Negli ambienti meridionali antecede la coltura dei cereali autunno-vernini, in particolare nei suoli argillosi e pesanti. La produttività risente alquanto dell’andamento climatico.
Cece È specie con caratteri di pianta arido-resistente, perciò assolve particolarmente bene alle funzioni di coltivazione da rinnovamento e miglioratrice in ambienti dove le altre leguminose incontrano elevati limiti nella coltivazione.
Lenticchia Cresce nelle zone marginali-povere, laddove nessun’altra leguminosa o coltivazione, salvo l’orzo, può essere messa a coltura e dove rappresenta una alternativa alla monocoltura cerealicola, al riposo pascolativo, al maggese.
Lupino Specie saliente nell’agricoltura asciutta del Mezzogiorno, molte volte impiegata come coltivazione da sovescio. Cresce in terreni moderatamente acidi e poveri di calcare, limosi o limo-sabbiosi. Le più importanti complicazioni di coltivazione si incontrano nella raccolta a seguito della maturazione non contemporanea e della deiscenza dei baccelli.
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Pisello
Scritto il 8 Settembre, 2010
PISELLO
Il pisello è un’erba annua, nana o rampicante. I frutti sono baccelli contenenti sino a 12-13 semi commestibili di forma più o meno sferica, verdi, gialli o biancastri.
Arriva dal Caucaso o dalla Persia. È considerato un emblema di fortuna e ricchezza.
Data la più bassa concentrazione di amido, sono più digeribili di altri legumi, contengono pochissimi lipidi e per questo trovano utilizzo perfino nelle diete ipocaloriche.
Possono essere utilizzati tanto freschi quanto secchi, se molto giovani e piccoli, sono ottimi aggiunti crudi dentro alle insalate.
VARIETÀ IN BUSTA fra le varietà da consumo diretto: Gigante a fiore bianco (tutto da mangiare), Gigante Dorato, Gigante Svizzero, Rondò (rugoso, medio tardivo), Suprema (rugoso, tardivo).
La preparazione del suolo per la seminatura del pisello necessita di lavorazioni profonde: vangatura e una rapida rastrellatura. Le aiuole vanno ben livellate e sopraelevate di circa 10 cm rispetto al piano di campagna per scongiurare pericolosi ristagni di superficie.
Traccia i filari, distanti fra loro 30 cm per le varietà nane e più o meno 50-60 cm per le varietà rampicanti, semina nella fila a distanza di più o meno 7-10 cm e coprendo con circa 1- 2 cm di terra. Come per il fagiolo, si narra che il seme del pisello debba "sentire le campane", a puntualizzare la seminatura superficiale. Il pisello necessita di temperature di l0-20°C pure se la germinazione può verificarsi anche a 4°. Si semina perciò verso metà aprile.
Ciclicamente rimuovi le erbe parassite e rompi la crosta superficiale della terra, formatasi a causa delle piogge copiose o dell’ irrigazione.
Per le varietà rampicanti allestisci una struttura di supporto. Il pisello necessita di annaffiature limitate, ma frequenti nel periodo di crescita iniziale. Da evitare in modo assoluto irrigazioni nel momento di formazione dei fiori. Prima del raccolto, provoca incremento della produzione e miglioramento qualitativo. Durante la distribuzione dell’acqua evita di infradiciare la vegetazione.
LE AVVERSITÀ più importanti Fusariosi, pythium: rotazione delle colture (attendi 2-3 anni prima di rifare la coltivazione nel medesimo terreno); assicura un perfetto sgrondo dell’ acqua dall’aiuola; preferisci varietà resistenti alla fusariosi. Peronospora, muffa grigia: controlla la densità delle piantine e le fertilizzazioni; assicura le strutture di sostegno nelle varietà rampicanti; non eccedere con le irrigazioni.
La RACCOLTA si fa scalarmente, staccando il baccello maturo dalla pianta, ma facendo tantissima attenzione a non rovinare le infiorescenze e le ramificazioni.
PRODUZIONE La produzione di granella al verde oscilla tra i 3 ed i 5 kg per 10 mq di terra.
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Piante Aromatiche
Scritto il 7 Settembre, 2010
Dedica un’aiuola dell’orto o qualche vaso del balcone alla coltura delle piante aromatiche.
Da queste si ottengono sapori e rimedi salutari. Usa nella loro coltura uno spazio distante da fonti inquinanti ed un posto esposto al sole. Raccogli poco prima della fioritura, periodo in cui possiedono maggior fragranza.
I getti più morbidi, non lignificati, contengono maggior quantità di sostanze odorose. Oltre alle perenni: alloro (stimolante della digestione), rosmarino (stimolante e tonico), salvia (eccellente per bocca e gengive), timo (contrasta le malattie da raffreddamento), origano (contrasta i disturbi intestinali), ruta (antiemorragica e eccitante), maggiorana (dalle caratteristiche digestive), melissa (contrasta l’insonnia), menta (digestiva)e cappero (diuretico e disintossicante), coltiva: basilico (stimolante per il sistema nervoso), camomilla (tranquillizzante), coriandolo (dalle proprietà digestive), prezzemolo (pieno di vitamina C) e santoreggia (digestiva). Le erbe aromatiche possono essere usate fresche, congelate oppure essiccate.
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Orto sul terrazzo
Scritto il 6 Settembre, 2010
L’ orto sul terrazzo
Dentro alle cassette sulle finestre crescono bene l’insalata, le cipolline d’inverno, i ravanelli e le lattughe.
I bariletti e i fustini di legno sono indicati per coltivare i fagiolini nani, le carote ed anche i fagioli rampicanti.
I sacchetti di plastica sono dei contenitori ideali per i cetrioli, i pomodori piccoli e le zucchine. È sufficente comprare il sacchetto del terriccio (da venti o più litri), posarlo a terra, tagliarlo nel verso orizzontale e, nella "ferita" della plastica, porre a dimora le piantine.
I vasi, messi in aree esposte al sole, sono adatti per melanzane, peperoni, sedano, basilico e prezzemolo.
Le radici della maggior parte dei prodotti dell’orto non hanno necessità di terreno profonda, pertanto l’altezza delle fioriere di coltura potrà limitarsi ai quaranta cm.
In vasi di almeno trenta cm di diametro, si possono anche coltivare le patate. Riempite il vaso, per metà, di terriccio piantando un pezzetto di tubero per vaso e spargendo poi un altro strato di terriccio nel momento in cui spuntano le prime foglie verdi sulla superficie del terriccio distribuito al momento dell’impianto.
SCELTA DEL TERRICCIO ove si presentasse umido e denso mescola una quantità di sabbia variabile dal 5 al 15% (in volume) per permettere un miglior sgrondo dell’ acqua.
Altrettanta attenzione presta al drenaggio del vaso (l’acqua in eccesso deve defluire nel modo più rapido possibile). Un materiale di drenaggio leggero è l’argilla espansa. In vasi di misure più contenute è sufficiente mettere l’argilla sul fondo per coprire i fori di drenaggio.
Nei contenitori di maggiori dimensioni Tale strato può arrivare ai 7 cm di spessore.
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Melanzane
Scritto il 5 Settembre, 2010
Solanacee
Famiglia (Solanaceae) di piante dell’ordine Tubifiore, comprende 85 varietà con circa 2000 varietà, a vasta distribuzione nelle zone tropicali e temperate. Erbacee, arbustive o cespugliose, con foglie semplici o composte. I frutti sono di solito bacche carnose o capsule. Molte varietà contengono alcaloidi velenosi. Vi appartengono la belladonna, il giusquiamo, la dulcamara, il peperone, il pomodoro, la melanzana, la patata, il tabacco.
MELANZANE (Solanum melongena)
Il terreno deve essere fondo e ricco di sostanze organiche.Si coltiva all’inizio di una rotazione.
Non ripetere la coltura per circa tre – quattro anni nello stesso terreno.
Consociazione favorevole con cavoli, finocchio e lattughe. Trapianta le piantine (da febbraio a maggio) che hanno conseguito 6-7 centimetri di altezza ed hanno fatto uscire la quinta foglia alla distanza di 50 cm nelle file e settanta cm fra i filari. L’operazione verrà effettuata. La RACCOLTA si fa su frutti non ancora pronti. L’irrigazione deve essere assiduo. Non bagnare le foglie per non agevolare lo sviluppo di malattie crittogame.
AVVERSITÀ La peronospora della melanzana. I parassiti più comuni sono il ragnetto rosso, il vaiolo e la dorifora decemlineata che può velocemente annientare il raccolto.
Alcune originarie delle Americhe, sono ampiamente coltivate. Il tabacco (Nicotiana tabacum), il pomodoro (Lycopersicon esculentum), il peperone , la patata (Solanum tuberosum), appartenente all’importante genere Solanum che annovera ben 900 specie, fra le quali vi è anche la melanzana. Altre qualità di una certa importanza vengono coltivate a scopo decorativo, quali la petunia, il cestro (Cestrum parqui), invece delle altre sono adoperate nel settore farmaceutico a causa del loro contenuto in alcaloidi: lo stramonio(Datura stramonium), di origine americana ma al giorno d’oggi ampiamente naturalizzato,:la belladonna (Atropa belladonna), la mandragora (Mandragora autumnalis),il giusquiamo (Hyoscyarnus niger), tutte specie disponibili in natura anche nelle nostre regioni. :
……………………………………………………………… .
Varietà in busta Frutto arrotondato, tipo standard: Black beauty, Piccola genovese, Tonda di Firenze. Frutto tondo, tipo ibrido: Nite King, Purpura. Frutto ovale, tipo standard: Bianca ovale, Florida Market. Frutto ovale, tipo ibrido: Bonica, Galine. Frutto lungo, tipo standard:
Long purple, Riminese. Frutto lungo, tipo ibrido: Baluroi, Marfa, Sicilia.
Le melanzane, seppur grosse, sono composte per la maggior parte di acqua e sono ricche di sostanze amidacee. Il loro contenuto di vitamine A, B e C, è soddisfacente. Favoriscono l’eliminazione delle scorie azotate. Sono di facile assimilazione particolarmente senza scorza.
Nel congelatore, dopo essere state affettate, si preservano crude o dopo essere state sbollentate (in contenitori rigidi). Per l’uso, non scongelatele e cuocete per 6-8 minuti. Si possono conservare sottolio .
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fagiolo
Scritto il 4 Settembre, 2010
FAGIOLO (Phaseolus vulgaris)
Semina il fagiolo iniziando dalla seconda metà di aprile, mentre la temperatura si è assestata sui 10-15°C.
La profondità, non deve essere superiore a 2 cm in terreni pesanti, mentre può giungere anche a 3-4 cm nei terreni sabbiosi.
Il fagiolo non necessita di irrigazioni copiose, ma frequenti, nella fase di crescita iniziale. Annaffia direttamente il terreno per evitare di infradiciare la vegetazione e i fiori.
Marciume aspetta 2-3 anni prima di fare di nuovo la coltura sullo stesso appezzamento. Batteriosi: rotazione delle colture; limita al minimo le fertilizzazioni; utilizza sementi sane.
La RACCOLTA comincia quando i baccelli prendono la caratteristica colorazione e screziatura varietale, presentano un lieve appassimento, in contrapposizione con l’aumentato gonfiore dei semi.
Lascia seccare i baccelli e procedi in seguito alla loro sgranatura. Mediamente da 10 mq di appezzamento si raccolgono circa 1,5-2,5 kg di fagioli per le varietà nane e più o meno 3-4 chili per le varietà rampicanti.
Ci sono molte varietà di fagioli: il Borlotto caratterizzato da un sapore intenso, perfetto per minestre e passati; il Bianco di Spagna più delicato, appropriato nella preparazione in umido e per le insalate; il Cannellino, pregiato, adatto per essere essiccato o conservato in scatola.
I fagioli furono introdotti in Europa nel sedicesimo secolo ad opera di Spagnoli e Portoghesi. Sono nutrienti e ricchi di proteine e di vitamina A e C. Contengono calcio, fosforo, ferro e potassio. Un etto di fagioli secchi dà 24 grammi di proteine e soli 2 grammi e mezzo di grassi (la medesima quantità di carne dà meno proteine e circa 15 grammi di grassi).
I legumi contengono oltre a ciò la lecitina, un fosfolipide che favorisce l’emulsione dei grassi evitando che si accumulino nel sangue, riducendo in questo modo il colesterolo. Devono essere consumati però con cereali.
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finocchio
Scritto il 3 Settembre, 2010
FINOCCHIO (Foeniculum vulgare dulce)
VARIETÀ IN BUSTA Standard: Cervino, Chiarino, di Napoli, di Romagna, di Sarno, di Sicilia, Latina, Mantovano, Montebianco, Romanesco, Trevi. Ibride:
Carmo, medio-grosso, appropriato a semine dell’estate, sopportazione media alla prefioritura; Nevo, tondo pesante, seminatura estiva, allentato dapprima ma notevolmente veloce nelle fasi di accrescimento; Rudy, misure medie, semina in primavera, precoce, discreta tolleranza alla stagione fredda.
Contengono scarsissime calorie, poche proteine, poche vitamine, pochissimi sali di potassio, eppure sono ricchi di fibra. Sono apprezzati a causa del gradevole profumo regalato dagli oli essenziali che contengono e grazie alle loro caratteristiche diuretiche e digestive.
Si mantengono nel congelatore, in contenitori rigidi, dopo essere stati puliti, sbollentati e ricoperti con l’acqua di preparazione. Consumateli nel giro di 6 mesi dopo la raccolta, cuocendoli col relativo liquido di mantenimento (ancora congelata). Incassettati in dispensa, i finocchi si conservano adeguatamente sino a 13-15 giorni.
La preparazione del letto di seminatura per il finocchio deve essere profonda (30-40 cm). Trapianta giovani piantine con pane di terreno. Attenzione a che le radici siano molte e chiare e che l’apparato aereo sia consistente- (non più di 10 cm) oltre ad essere in buona salute.
Traccia filari distanti 50-70 cm e trapianta le piccole piante nella fila ad una distanza di venti cm l’una dall’altra. I primi trapianti si fanno con l’inizio di agosto e si protraggono sino ai primi di settembre.
Immensa cura va prestata all’innaffiatura dei finocchi.
Difatti periodi di aridità anche brevi possono pesantemente compromettere l’ accrescimento radicale e conseguentemente la produzione finale.
Annaffia in modo contenuto ma continuativo, evitando che si formino pericolosi ristagni vicino al colletto laddove potrebbero avvenire fenomeni di marcescenza. Ripetute estirpature e zappettature tolgono le erbe parassite ed anche la rottura della crosta superficiale del terreno, formatasi a seguito delle irrigazioni. Due settimane prima della raccolta accostando la terra in prossimità del colletto cresciuto, in maniera che lo stesso resti coperto e non riceva la luce del sole.
AVVERSITÀ Marciumi: avvicendamento delle colture (aspetta 2-3 anni prima di piantare il finocchio o ulteriori Ombrellifere sulla stessa aiuola); garantisci un perfetto sgrondo dell’acqua dalla terra; contieni le fertilizzazioni. Sclerotinia: assicurate il miglior sgrondo realizzabile dell’acqua dal terreno; contenete le concimazioni e le irrigazioni; a scopo precauzionale effettuate un intervento con ossicloruro di rame.
RACCOLTA usa una vanga per scalzare le piantine decisamente ancorate al suolo grazie a un impianto radicale profondo. Rimuovi le foglie esterne e lava l’ortaggio con acqua. II raccolto non si deve prolungare oltre la seconda metà di novembre poiché il gelo causerebbe la rovina del raccolto.
PRODUZIONE In media, da 10 mq di appezzamento si raccolgono 20-30 kg di prodotto.
SEMI Il finocchio è in particolare sottoposto all’incrocio con piante vicine. Togli tutte le piante spontanee di finocchio selvatico, che crescono in prossimità delle piantine portasemi. Raccogli le ombrelle quando assumono una tinta bruno-scuro.
Ciascuna pianta produce 70-100 grammi di seme.
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dalia
Scritto il 2 Settembre, 2010
DALIA (Dahlia excelsa )
I tuberi di dalia producono numerosi bulbilli. La parte terminale di ciascuno stelo produce 3 bottoni floreali, tra questi la gemma centrale produce il fiore pi bello e pi grande se lasciata sbocciare da sola. Stacca i due boccioli laterali. Una volta che la gemma all’ estremitˆ fiorita, si formeranno nuovi getti sullo stelo che produrranno ancora fiori.
Le dalie amano i terreni caldi e crescono rapidamente quando il suolo raggiunge una temperatura di 15 ¡C . Uno strato di pacciamatura attorno conserva l’umiditˆ e impedisce alle erbacce di crescere.
Le dalie devono essere tutorate a uno stelo, morbidamente attaccate a un singolo tutore utilizzando un legaccio molle. Lumache, chiocciole, millepiedi possono creare problemi alle vostre dalie ed meglio controllarli con trappole o toglierli con le mani.
Insetti succhiatori come i tetranichide (ragnetti), afidi, defogliatori possono drammaticamente arrestare la crescita delle dalie richiedendo uno stretto monitoraggio ed una pronta risposta a base di un adeguato pesticida.
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radicchio
Scritto il 1 Settembre, 2010
RADICCHIO
Cichorium endivia
Sistemato il fondo con una profonda vangatura seguita da un discreto raffinamento degli strati di superficie attraverso rastrellatura, traccia filari distanti fra di loro 25-35 cm e, ad uno spazio sulla fila di più o meno 25-30 cm, metti le piccole piante in buchette alla profondità di circa 4-8 cm (la profondità è superiore in terreni leggeri, inferiore in terreni pesanti) accostando in seguito la terra. Il periodo per il trasferimento comincia da metà settembre e si protrae sino Al momento in cu le condizioni stagionali lo consentono.
Muffa grigia e sclerotinia: effettua l’ avvicendamento delle colture (attendere almeno 2-3 anni prima di piantare di nuovo il radicchio nello stesso aiuola); assicura un perfetto sgrondo dell’acqua dal terreno; soltanto se necessario agisci con irrorazioni piantina per piantina con una soluzione di ossicloruro di rame, cercando di bagnare adeguatamente il colletto. Oidio: avvicendamento delle colture; rispettate le distanze di impianto; contieni le concimazioni; annaffia evitando di infradiciare le foglie; nel caso che imbianchi i cespi a mezzo della legatura, chiudi le piante soltanto nel momento in cui sono asciutte.
RACCOLTA recidi il colletto sotto il cespo utilizzando un coltello tagliente. Togli le foglie più esterne, danneggiate o marcescenti.
PRODUCE mediamente, da 10 mq di aiuola si raccolgono 15-30 kg di radicchio.
Tipologia IN BUSTA
Radicchio di Castelfranco, variegato, a cespo aperto. Radicchio di Chioggia, cespo tondeggiante, di grossa dimensione e con foglie variegate.
Radicchio di Treviso, foglia lunga e costa centrale molto accentuata.
Radicchio rosso di Verona, cespo piccolo rotondeggiante con nervatura principale consistente.
Radicchio dal latino radicula, diminutivo di radixicis, radice.
Nella coltivazione del radicchio puoi ricorrere a una prassi di postmaturazione. Forma un ridotto mucchio di cespi tagliati, escludendo la rimozione delle foglie esterne, ricoperto in orto sotto tela nero. A distanza di qualche settimana scopri il cumulo e pulisci ogni singolo cespo che, successivamente l’asportazione delle foglie più esterne marcescenti, si presenterà piuttosto dolce e croccante al gusto.
Il valore nutritivo è come quello della cicoria. Viene consumato tanto crudo (in insalata) che cotto o grigliato. Gustoso ingrediente di primi piatti, ripieni e torte salate.
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cipolla
Scritto il 1 Settembre, 2010
CIPOLLA (Allium cepa)
Le cipolle contengono idrati di carbonio, potassio, calcio, fosforo e ulteriori sali minerali, ed anche ridotte quantità di vitamina A, B e C. Possiedono un discreto valore energetico e diuretico, sono degli antinfiammatori naturali, diminuiscono la pressione ed il livello di glucosio nel sangue.
Si conservano essiccate, come l’aglio. Si possono anche tagliare (non troppo sottili) e prepararle in singole dosi, congelate, da adoperare nei soffritti.
Le cipolline sono deliziose sottaceto o sottolio.
Effettua la vangatura profonda almeno 25 cm. In seguito sminuzza gli strati di superficie del terreno nei quali le radici ed il bulbo dovranno crescere. Innalza le aiuole di circa 10-15 cm onde diminuire il rischio di pericolosi ristagni di acqua. Impiega per il travaso piante di almeno 15-20 cm di altezza (60-80 giorni dopo la seminatura) e assieme a 3-5 foglioline. Colloca le piantine in file distanti 30-40 cm e a 15-20 cm nella fila. Il periodo di seminatura è febbraio-marzo, quella di travaso aprile. La cipolla ha un accrescimento particolarmente lento. Sono importanti regolari interventi di rimozione delle erbe nocive. Annaffia unicamente se assolutamente necessario, sospendendo gli interventi 20 giorni prima della raccolta.
PREVENZIONE DELLE MALATTIE l’ avvicendamento delle colture (tre anni prima di far tornare la cipolla nella medesima aiola); un perfetto sgrondo delle acque dalle aiuole; contieni le fertilizzazioni azotate, evita semine eccessivamente fitte, con lo scopo di prevenire fusariosi e botrite, peronospora e ruggine. Se necessario tratta ogni sette giorni attraverso ossicloruro di rame.
Si procede alla RACCOLTA, da fine luglio a tutto agosto, nel momento in cui le foglie sono in fase di disseccamento, quando i bulbi affiorano spontaneamente dal suolo e la loro asportazione diviene facile. PRODUZIONE Mediamente, da 10 mq di appezzamento si producono 20-40 kg di prodotto.
I bulbi prescelti per la produzione dei semi non si raccolgono. Gli scapi fiorali si legano ad un tutore della loro altezza. II raccolto si fa nel momento in cui la metà delle capsule si aprono e lasciano scorgere i semi neri (luglio-agosto). Per mitigare la perdita di seme è bene raccogliere la mattina presto quando le capsule sono più umide. Gli scapi fiorali raccolti si fanno seccare al sole, a strati semplici, su dei teli, in luoghi coperti, asciutti e ventilati sino ad arrivare a una umidità attorno al 10%.
La cipolla è una pianta erbacea biennale e produce il seme nel secondo anno di coltivazione. Le varietà in fiore si incrociano con facilità fra di loro; al contrario, la cipolla non si ibridizza con il porro.
Un bulbo normale produce 4-5 grammi di seme.
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riproduzione dei semi
Scritto il 31 Agosto, 2010
Al principio della stagione contrassegna le piantine selezionate per conservarne il seme. Osservale nel corso del lo sviluppo e conserva il seme di quelle più sane e dall’ accrescimento più equilibrato. Ad esempio non selezionare tra gli spinaci le piantine precoci che in seguito montano a seme. Le portasemi più adatte sono quelle nelle quali l’ accrescimento della foglia dura più a lungo e vanno a seme piuttosto tardi. Sceglile alla fine del ciclo di produzione.
Per carote, broccoli e cavolfiori preferisci piuttosto le piante che producono infiorescenze precoci. Segnale subito dopo che le noti, a patto che si tratti di piante sane e robuste. Sostieni gli steli lunghi delle piante portasemi con un tutore.
Mantienile isolate o, comunque, distanti da quelle coltivate, specialmente se della stessa specie o varietà.
Poiché le distanze minime sono di 100-200 metri, osserva attentamente anche quel che coltivano i vicini.
Coltiva unicamente la varietà della coltura, che intendi portare a seme. L’ esistenza di piante portaseme di diverse varietà può portare a incroci naturali e, quindi, alla perdita delle specifiche che vogliamo riprodurre.
Lascia che i semi maturino nell’orto per tutto il tempo occorrente, ma non rischiare che marciscano, cadano a terra o vengano mangiati dagli uccelli. Raccogliere troppo in fretta significa avere una produzione di ridotta qualità. Metti in un posto riparato e asciutto le piante portasemi fino a che i baccelli non divengono friabili ed il seme esce con facilità.
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il seme
Scritto il 31 Agosto, 2010
Il seme racchiude nel proprio interno la pianta in miniatura (foglie, fusto, radici): l’embrione contiene gli elementi nutritivi e protettivi.
Procurati semi di buona qualità e germinabilità. Il terriccio deve essere non compatto, poco pesante e assai fertile, ben drenato ed umido. L’ambiente vicino deve possedere condizioni d’illuminazione adeguate, essenziali dal momento della germinazione.
Interra il seme ad una profondità diversa in base alle dimensioni: oscilla da un leggerissimo strato per i semi piuttosto piccoli (basilico) a tre volte le dimensioni per i semi più grossi (fava).
Ci sono tre tecniche di seminatura: a spaglio (uniformemente nel perimetro scelto), a buchette o postarella (tante ridotte zone dedicate) o a file (come per le buchette ma organizzata in filari).
Dopo un certo tempo (mutevole da specie a specie) spuntano le nuove piante. Assicura luce e umidità sufficienti e, dopo pochissimi giorni, procedi al diradamento, all’ rimozione di parte delle piantine appena nate per offrire aria, acqua, nutrimento e spazio in abbondanza. Trapianta le piantine nate in vasetti a dimora in piena terra.
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semenzaio
Scritto il 30 Agosto, 2010
Nel semenzaio sono fatti accrescere i semi. Differentemente della serra, il semenzaio è riscaldato in modo naturale dalla luce solare. È costituito da un piccolo pezzetto di terra o cassetta o vaso, in cui si mettono i semi a dimora e che, una volta divenuti piccole piante, vengono in seguito coltivati in terra o in serra. Tutti quanti i semenzai sono provvisti di telaio Al quale vengono sovrapposte lastre di vetro, stuoini o diverso materiale che può essere posto come tappo in modo da evitare i danni causati da cambiamenti termici, di clima o dai raggi diretti del sole. La terra utilizzata per i semenzai deve essere priva di parassiti e di eventuali spore del terreno. Si usa per questo una terra disinfestata e concimata con concimi organici e minerali, in seguito setacciata e unita ad una porzione di sabbia, in maniera tale da agevolare un discreto drenaggio. I semi devono essere sparsi sul terriccio e interrati con altra terra, ben setacciata; l’innaffiamento deve essere fatto a pioggia onde evitare che i semi vengano dispersi o fuoriescano dalla terra. Nel momento in cui questi si trasformeranno in piccole piante si provvede al trasferimento in piena terra. Il semenzaio viene preparato su un qualunque recipiente profondo almeno cinque cm. La terracotta tende a disperdere l’umidità e conseguentemente è consigliabile l’utilizzo di vasi in plastica, convenientemente forati sul fondo. In fondo al contenitore deve essere posto uno strato alto circa 4 cm di terriccio universale, torba e sabbia di fiume miscelati tra di loro sopra a cui deve essere unito un piccolo strato di sabbia di fiume. E’ importante che i semi non siano troppo vicini, affinchè le piccole piante abbiano adeguato spazio e luce per crescere. I semi devono essere ricoperti appena appena, effettuando una leggera pressione con le dita nella terra. Adoperare delle etichette, diversamente andrà a finire che non riuscirai a distinguere una piantina dall’altra! Il seme sotterrato assorbe l’acqua e si gonfia sino a rompere il tegumento e facendo uscire una prima radichetta che via via si rinforza e si allunga. Le prime piante sono caratterizzate da un paio di foglioline, dette cotiledoni, che non sono vere e proprie foglie, ma una parte del seme nativo, ricche del primo alimento chiesto dalla pianta per crescere. Laddove questo alimento si esaurisce, i cotiledoni si avvizziscono e compaiono le prime vere foglioline. A questo punto, prima che le radichette inizino a crescere esageratamente, invadendo la terra delle piante vicine, è necessario trasferire le piante.
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talea margine innesto
Scritto il 30 Agosto, 2010
Ripartizione DEI CESPI Con un forcone suddividi in parti uguali la pianta, ponendo attenzione a non rompere l’apparato delle radici, e che gli esemplari risultanti abbiano tutti gli elementi della piantina originale: radice con pane di terra, adeguata ossatura del fusto e dei rami, fronde non squilibrate con il resto della pianta. Rinvasa o interra i nuovi soggetti .
TALEA La talea simboleggia l’ “aspettativa” di far sprigionare radici ad un pezzo di una piantina, sia esso rappresentato da radice, foglia, ramo, fusto. non tutti i materiali vegetali saranno idonei: es. è irrealizzabile far sprigionare radici alle foglie di rosa, ma sarà realizzabile riprodurre ficus e begonie da questa porzione vegetale.
Caldo, umido e luminosità rappresentano elementi importanti .. Oltre ad L’epoca. Non appena la talea mette radici, invasa il nuovo esemplare in vaso o in piena terra, prestando particolare attenzione alle radichette delicatissime.
MARGOTTA è una talea ancora attaccata alla pianta madre: sarà staccata solamente dopo l’emissione delle radici. Ci sono tre tipologie di margotte : a ceppaia, a propaggine ed aerea.
INNESTO si tratta di prendere due piante, addirittura non della stessa specie, di cui una fornisce la parte radicale (portinnesto) e l’altra la parte aerea (marza o nesto) comprendente le gemme in accrescimento o dormienti.
Facendo aderire, attraverso opportune tecniche, le due parti, si favorisce la naturale attitudine delle piante a “saldarsi”, ottenendo un nuovo esemplare che sommi i caratteri migliori dei due “genitori”, di cui uno ha fornito “le gambe”, l’altro “la testa” .
IBRIDAZIONE alquanto utilizzata sia nel giardinaggio orticolo sia fiorifero. Si tratta di procacciare un’impollinazione artificiale tra soggetti della medesima o diversa varietà, ottenendo cultivar nuove con caratteri vari, generalmente migliorativi riguardo ai genitori. I soggetti realizzati con criterio d’ibridazione, sono sterili.
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cucurbitacee
Scritto il 29 Agosto, 2010
CUCURBITACEE
Famiglia con un migliaio di specie nella maggior parte annue, di larga diffusione nelle regioni calde. Il frutto è composto da una tipica bacca, detta peponio o peponide, che ha polpa mangiabile. Diverse specie possiedono considerevole interesse alimentare, altre vengono coltivate con scopo ornamentale ed alcune perfino per procurarsi sostanze medicinali. I generi più conosciuti sono: Cucumis, Cucurbita, Ecballium, Bryonia, Sechium.
CETRIOLO
Cucumis sativus
SEMINA a partire da maggio. Sistemato il letto di seminatura, traccia le file ad una distanza di 100-130 cm fra di loro. Metti i semi in gruppi di 2-3 (postarella), a circa 2-4 cm di profondità, direttamente nel suolo ad una distanza di circa 40-50 cm fra una posta e l’altra. Si può travasare, direttamente dentro alle aiuole.
Dirada mantenendo la pianta più vigorosa. Togli regolarmente le erbe nocive. Nel momento in cui la pianta raggiunge la 20 30 foglia vera, procedi alla cimatura, per agevolare l’ accrescimento dei germogli laterali.
Le irrigazioni dovranno essere regolari e non copiose.
Brevi periodi di aridità portano a frutti dal sapore amarognolo, invece eccessi di acqua provocano pericolose asfissie radicali.
La pianta del cetriolo viene coltivata a terra ovvero in verticale grazie a strutture di sostegno.
Fusariosi e marciumi utilizza sementi sane, utilizza terriccio sterile; fa l’ avvicendamento colturale.
Oidio solamente se inevitabile agisci con zolfo bagnabile sino a sette giorni dalla raccolta, distribuendolo nelle ore più fresche del giorno. Talune varietà tolleranti all’oidio sono: Columbus, Darina, Egnazia, Green Pall, Kudos, Scout, Serisation, Triumph.
RACCOLTA Effettua iI distacco con strumenti da taglio per evitare di danneggiare la piantina e la scorza del frutto.
PRODUZIONE Mediamente da 10 mq di appezzamento si raccolgono 40 kg di frutti.
VARIET À IN BUSTA
A frutto piccolo (appropriato per iI mantenimento in soluzione salina, colore verde medio, lunghezza 4-10 cm): Blitz, Bounty. Piccolo di Parigi, Wisconsin. A frutto medio (colore verde scuro con la presenza di spine e di più o meno 18-24 cm di lunghezza): Marketer e Marketmore.
A frutto lungo (colore verde scuro o medio, solcato e di 30- 35 cm di lunghezza):
Brunex, Doleva, Lungo di Cina.
I cetrioli contengono poche kilocalorie e vitamine. Per renderli più digeribili, dopo averli tagliati a fette e salati, lasciali a “fare l’acqua” per almeno mezz’ora, altrimenti consumali con una parte della scorza.
Ottimi conservati sottaceto, non si prestano viceversa per il congelamento.
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cavolo-cappuccio
Scritto il 28 Agosto, 2010
CAVOLO CAPPUCCIO
Brassica oleracea (varo capitata)
Le Brassicacee formano la famiglia botanica dei cavoli e delle rape: broccoli, cavoletti di Bruxelles, cavolfiore, verza, cavolo verza, cavolo cappuccio, cavolo cinese, cavolo nero, cime di rapa e ravanelli.
Il broccolo ha un’infiorescenza verde con fusto e foglie verdi; i cavoletti di Bruxelles sono piccoli lisci, rotondi e color verde scuro; il cavolfiore ha un’infiorescenza carnosa compatta, con aspetto di sfera, di tinta bianco giallognolo; la verza è una tipologia di cavolo con foglie biancastre, increspate, raccolte in una grossa testa rotondeggiante; il cavolo verza; il cavolo cappuccio ha foglie lisce ed è a forma di palla; il cavolo cinese è di due varietà: a forma di palla verde scuro o a forma di testa lunga; il cavolo nero è una varietà di cavolo molto diffusa in Toscana; che possiede fusto alto e foglie aperte di colore verde molto scuro; la rapa è una radice, con fusto ramoso e infiorescenze a cima gialla; il ravanello è una radice rotondeggiante di tono rosso, che ha polpa bianca, dal gusto lievemente piccante.
Varietà capitata (cavolo cappuccio), con foglie lisce a nervatura scarsamente pronunciata, tutte concave e strettamente embricate tra di loro a configurare una sfera (testa) dalla colorazione che all’interno tende al bianco, mentre all’esterno è verde o anche di altra tinta. Viene consumata sia cruda sia cotta e serve per la preparazione dei crauti e come complemento per molte pietanze come la cassoeula lombarda.
Varietà in busta Cuore di Bue grosso, semiprecoce, matura in primavera; Destiny; Express, con palla conica, piede corto, matura in primavera; Farao; Fieldgoal; Headstart; Hinova; Marcanta; Matsumo; Metino.
SEMINA E TRAPIANTO È una pianta orticola che viene messa a coltura in ogni periodo dell’anno. Necessita terreni fertili, ben lavorati. La preparazione del suolo, a fine primavera-inizio estate, consiste in una profonda vangatura ed un ottimo raffinamento superficiale con una rastrellatura.
Seminatura in semenzaio nei primi giorni della primavera utilizzando 2-3 grammi di seme/metro quadrato. Poi rulla il terreno. A distanza di 10-15 giorni le piccole piante emettono già le due foglie cotiledonari e cominciano la formazione delle foglie vere. Nel momento in cui hanno raggiunto 20-30 cm di altezza e con 4-5 foglie vere, si trapiantano nell’aiuola in filari distanti 70 cm e con piantine spaziate di 30-40 cm. Annaffia copiosamente dopo il trapianto. Dopo 15 giorni procedi con la prima zappatura sia fra i filari che nella fila. La seconda zappatura con le piante in piena momento di accrescimento. Le cause della prefioritura dei cavoli sono ascrivibili a improvvisi abbassamenti della temperatura notturna o a elevate condizioni di stress da sovrabbondanza di acqua. Le piante prefiorite non sono adatte al consumo.
AVVERSITÀ Fusariosi e phoma colpiscono in maniera particolare i semenzai ed i cavoli nelle prime fasi di accrescimento; occorre iniziare da piante sane.
Cavolaia Se vi sono poche larve è sufficiente la relativa raccolta a mano; nel caso di elevate infestazioni impiega il Bacillus thuringiensis varo kurstaki e aspetta tre giorni prima di raccogliere.
La RACCOLTA scalare si fa manualmente. Recidi il cespo nel punto di connessione col fusto della pianta. Da 10 mq di appezzamento si producono 20-30 kg di prodotto.
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erba-cipollina
Scritto il 27 Agosto, 2010
ERBA CIPOLLINA (Allium shoenoprasum )
L ‘Allium Schoenoprasum o Erba cipollina è una pianta aromatica di cui si usano gli steli.
L’erba cipollina predilige il sole, gradisce una determinata umidità nel suolo. Per propagare l’erba cipollina dividi i cespi, sfoltisci nel momento in cui risultano troppo compatti, conserva nel suolo un adeguato grado di umidità e concimalo all’incirca una volta al mese. L’erba cipollina si coltiva pure in vaso. Si tagliano le foglie, non tagliarle alla base, ma lasciane alcuni centimetro in modo da agevolare la ricrescita.
L’erba cipollina si utilizza fresca dato che possiede una fragranza tenue che si perde con facilità. Qualche foglia ben tagliata sostituisce la cipolla, la digestione è facilitata e l’alito non darà problemi.
Pianta erbacea perenne, i fiori gialli sono riuniti in ampie ombrelle. Il frutto è un achenio notevolmente odoroso.
Viene seminato su terreno fertile e senza di ristagni di acqua, impiegando semenza fresca. Non può essere coltivato in vaso giacché richiede tanto spazio. Le piante adulte sono in grado di essere riprodotte anche attraverso divisione dei cespi, in primavera. Ci sono varietà molto decorative e altrettanto aromatiche.
Recidi le ombrelle nel momento in cui i frutti sono pressoché pronti ed essiccale all’ombra. Battile leggermente per raccogliere i frutti maturi. In cucina si abbinano assieme a pasta alle sarde, porchetta e tutte le carni grasse. I giovani getti e le foglie fresche risultano indicate per aromatizzare insalate, piatti di pesce, salse e aceti aromatici.
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basilico
Scritto il 27 Agosto, 2010
BASILICO (Ocimum basilicum)
La semina avviene in marzo-aprile in vaso. Quando le piantine sono sviluppate si trapiantano in luoghi soleggiati. Innaffia abbondantemente e cima per favorire l’accestimento ed evitare la fioritura troppo precoce. Raccogli le foglie e gli apici fiorali e utilizzali freschi oppure essiccati, conservati sott’ olio o in sacchetti di plastica nel congelatore.
E’ una delle piante aromatiche pi usate in cucina per insaporire insalate, sughi, minestre, formaggi, salse… Il succo delle foglie, strofinato sulla pelle, allontana le zanzare.
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zucchine
Scritto il 26 Agosto, 2010
ZUCCHINE (Cucurbita pepo )
VARIETÀ IN BUSTA
Altea Frutto prolungato, cilindrico di tono verde chiaro, pianta alquanto vigorosa con portamento assurgente. Che ha sul Frutto di tinta verde medio-scuro, mediamente precoce, frutti cilindrici di semplice raccolta. Diamant Frutto di tinta verde splendente, frutto lungo, produzione precoce, pianta aperta con raccolta semplice. Diplomat: frutto lungo, verde molto scuro, cilindrico e pianta di media vigoria. EX 5156: colore verde chiaro con pianta a portamento assurgente. Gheppio Frutto cilindrico di tono verde chiaro con pianta vigorosa a portamento espanso. Mikonos cv 1422 Frutto prolungato, cilindrico di colore verde forte con pianta a portamento tendenzialmente assurgente. President Verde medio scuro, pianta aperta per semplificare la raccolta, appropriato per seconda coltivazione. Radiant: frutto cilindrico di colore verde scuro, pianta a portamento assurgente.
Rigas Frutto cilindrico di colore verde chiaro con pianta a portamento assurgente, di eccellente vigore. Romanesco Standard striato, frutto lungo, produzione medio-tardiva. Tarmino Colore verde scuro luminoso, taglia media indicata per piantagioni a pieno campo, assai produttivo. Arrotondato chiaro di Nizza Forma tondeggiante, verde chiaro con scorza chiara, precoce e consistente.
Per la seminagione DIRETTA destinata alla produzione di piccole piante da travasare, poni i semi (con la punta rivolta verso il basso) nel terriccio.
Seminatura nella seconda metà di marzo al caldo per procurarsi piante con 3-5 foglie vere adatte a essere trapiantate in pieno campo nella prima decade di maggio.
Traccia i filari ad una distanza di circa 100-120 cm fra loro e trapianta ad una distanza sulla fila di più o meno 70-80 cm; in corrispondenza del punto di trapianto, pratica una piccola buca di 8-10 cm di profondità, metti la pianta e accosta la terra.
COLTIVAZIONE Ai normali interventi di estirpatura delle erbe nocive, di zappatura per la rottura della crosta superficiale e di arieggiamento della terra. Innaffia solamente se richiesto in considerazione della abbondante profondità dell’apparato radicale dello zucchino (anche 60 centimetri).
IL CONTROLLO DELLE PRINCIPALI AVVERSITÀ Marciumi: avvicendamento delle colture (aspetta 2-3 anni prima di coltivare lo zucchino sullo stesso appezzamento); assicurati che la terra sgrondi l’acqua facilmente; contieni le fertilizzazioni. Oidio: Scegli varietà tolleranti come: Altea, EX 5156, Gheppio e Radiant (tolleranti pure a determinate virosi). Solamente se necessario, irrora nelle ore più fresche della giornata con un prodotto a base di zolfo bagnabile.
RACCOLTA Lo zucchino si coglie immaturo con una lunghezza diversa, in funzione della tipologia, dai 15 ai 25 cm. In base agli scopi culinari la raccolta è effettuata con fiore aperto, chiuso o senza fiore.
Fai la raccolta utilizzando guanti da lavoro e coltello tagliente. Taglia lo zucchino a metà gambo senza tirare o strappare. Utilizzando piantine ad accrescimento assurgente, l’ accessibilità del frutto e le operazioni di raccolta vengono agevolate.
PRODUZIONE Da 10 mq di coltivazione si raccolgono circa 30-35 kg di prodotto.
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